"Qual è 'l geomètra che tutto s'affige per misurar lo cerchio, e non ritrova, pensando, quel principio ond' elli indige,'tal era io a quella vista nova: veder voleva come si convenne l'imago al cerchio e come vi s'indova;'ma non eran da ciò le proprie penne: se non che la mia mente fu percossa da un fulgore in che sua voglia venne.'A l'alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e 'l velle, sì come rota ch'igualmente è mossa,'l'amor che move il sole e l'altre stelle."
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Canto XXXIII, closing lines, as translated by Henry Wadsworth Longfellow
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