"Una canzone del 1991 del cantautore Battiato, intitolata Povera patria, riuscì a cogliere in anticipo lo spirito dei tempi. L'Italia vi era rappresentata «schiacciata dagli abusi del potere | di gente infame che non sa cos'è il pudore», abitata da «governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!», ma «la primavera tarda ad arrivare [...] non cambierà, non cambierà, | no cambierà, forse cambierà». Dalla canzone Viva l'Italia del 1979 di De Gregori, in cui era orgogliosamente rivendicata, con esplicito riferimento alla strage di piazza Fontana, «l'Italia del 12 dicembre, | l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre, | l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, | viva l'Italia, l'Italia che resiste», erano trascorsi soltanto dodici anni, ma quelle parole sembravano provenire da un'altra epoca. La percezione di questa sfasatura temporale derivava dal fatto che la canzone di De Gregori illuminava il passato della nazione mentre quella di Battiato il suo futuro: come se in quell'arco di tempo sospeso e improvvisamente dilatato, l'Italia fosse stata presa in un vortice, sollevata da un turbine e poi precipitata giù."
January 1, 1970
https://en.wikiquote.org/wiki/Franco_Battiato